Manifesto

Un nastro in-spiegabile lega la società e la piega, la smussa e la modifica. La flessibilità del legno che involge le sue venature nel ferro, simbolicamente domato dal fuoco della consapevolezza. Una fascia che si torce su se stessa cambiando il corso degli eventi e il modo di vedere le cose, poi, di nuovo. Il nostro logo vuole rappresentare quello che vediamo e che ci piace osservare con una lente caleidoscopica attraverso la metodologia delle scienze sociali. Ogni fenomeno umano prende vita da un fenomeno precedente e mutua il suo essere per esistere dal mondo sociale che è fatto di tutte le cose, dalla signora che prende l’autobus per andare a prendere i nipoti alle otto del mattino agli incredibili successi di certa musica contemporanea. La sociologia prende tutto con se con un fare arabesco e mai caotico.

L’opificio, come attività industriale manifatturiera, è un concetto tipico della modernità e dei vapori della Londra vittoriana. Con il deragliare della modernità verso questa contemporaneità post-/multi-/iper- moderna, noi ci richiamiamo all’uso latino, polifonico, che indicava il lavoro, la produzione di un qualche frutto dell’ingegno e del sudore.

I dati caotici del mondo sensibile, raccolti, masticati e macerati, preparano la nostra nigredo.
Setacciarli e costruire stringhe di senso è la nostra albedo.
Riflettere su ciò che abbiamo raccolto e su cosa può dirci su noi stessi è la nostra citrinitas.
Restituire al caos il nostro lavoro è la nostra rubedo.Piccolo Opificio Sociologico

Questo progetto nasce dai percorsi di alcuni studenti/studiosi provenienti da diversi campi del sapere. Dal nostro punto di vista, la conoscenza non può essere separata dal modo in cui viene prodotta. Riteniamo che da queste parti l’Accademia si sia sclerotizzata, strutturandosi in modo tale da produrre in maniera quasi esclusiva ricerche su settori o ambiti che offrono maggiori possibilità di ottenere finanziamenti, tralasciando così la produzione di conoscenza come fine ultimo della ricerca. Questo processo si riflette in due fenomeni: da un lato, la perdita nel DNA accademico della possibilità di un confronto realmente critico – base necessaria per il progredire della stessa; dall’altro si tralascia il compito di una divulgazione in grado di fornire alle persone una maggiore capacità di “leggere la realtà”, di scoprire analogie, di sviluppare una propria “immaginazione sociologica”.

Riteniamo che ci sia molto altro che può essere detto, o fatto: una ricerca di base, veicolo di una conoscenza che può essere prodotta e trasmessa fuori dalle aule dell’Università e che non deve sottostare alle logiche più sclerotiche di quest’ultima.
Ci siamo uniti per sopperire alla mancanza di finanziamenti, perché fare ricerca in gruppo è più efficace che farla da soli, per condividere le ansie e i frutti di questo lavoro.
L’Opificio è un arcipelago frastagliato di interessi e ricerche che si coagulano attorno a nuovi progetti, a nuove idee, a nuove esperienze.
L’Opificio è aperto a tutti, senza nessun tipo di distinzione.
L’Opificio supporta ogni singolo membro che intenda impegnarsi in un percorso di ricerca, anche individuale. Chiediamo che siano rispettati i nostri principi cardine: orizzontalità, open-access collaborazione e lavoro. Ogni esperienza è preziosa per ottenere il nostro obbiettivo.

L’obbiettivo è la ricerca per la ricerca, cercando la condivisione dei saperi e delle esperienze.