(Auto)Etnografia di un pendolare moderno pt II

In Etnografia di un pendolare moderno, Rubriche di Mario VenturellaLeave a Comment

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La modernità è una brutta bestia. L’abbiamo scoperta con la divisione del lavoro, con la specializzazione flessibile, con il villaggio globale e tutte le altre parole di inizio anni 2000 (6 D.B per alcuni1 D.B sta ovviamente per Dopo Baggio. Unità di divisione del tempo comunemente utilizzata dai nati negli anni 80. L’anno 0 si fa convenzionalmente ricadere il 17 Luglio 1994 ) che ci hanno appestato la mente per diverso tempo.
La modernità è difficile per tutti, ma alcune persone la affrontano peggio. La letteratura specialistica li chiama “nativi digitali”. I pendolari più scafati li chiamano “ai miei tempi”2Almeno io li sento chiamare così. É la frase di inizio di una Sequenza di Banalità™ che fanno scattare il salvavita del mio cervello,  disconnettendolo e facendomi registrare solo quella frase. Il nome ricorda molto quello dei pokemon. Di solito io mi limito ad insultarli pesantemente dentro di me, macerando e morendo dentro un po’ di più.

A scanso d’equivoci, il “nativo digitale” non ha età: va dai 12 ai 70 senza troppi problemi. Vive la modernità italiana veramente male, all’eterna ricerca di una presa di corrente (che non va), di una connessione wifi sul treno (aahahahahahhaha), di campo in galleria (come no), di campo in campo aperto (come no), di campo in generale (povero scemo).
La grande difficoltà di socializzazione sui mezzi pubblici non è data dall’intrusività delle nuove tecnologie nelle nostre vite; più prosaicamente, sono i mezzi pubblici a non essere adatti alla socializzazione moderna, costantemente mediata da strumenti tecnologici. Senza stare a scomodare pesanti teorie sulla modernità, pare più utile ricordare ai luddisti della mediazione tecnologica che se non è un cellulare a interporsi tra voi e la vostra socialità sarà un libro, un giornale, della musica (a meno che non giriate con un ensemble solo per voi. In quel caso contattatemi: ho bisogno di un lavoro e voi avete evidentemente bisogno di spendere soldi) o, alle brutte, saranno le condizioni meteo a fungere da sistema mediale per la vostra socialità.
Insomma, comunque vada, qualcosa vi servirà per intromettervi nella vita di un’altra persona. Non importa che essa sia effettivamente presente accanto a voi, la compresenza fisica è un retaggio del XIX secolo.

Note   [ + ]

1. D.B sta ovviamente per Dopo Baggio. Unità di divisione del tempo comunemente utilizzata dai nati negli anni 80. L’anno 0 si fa convenzionalmente ricadere il 17 Luglio 1994
2. Almeno io li sento chiamare così. É la frase di inizio di una Sequenza di Banalità™ che fanno scattare il salvavita del mio cervello,  disconnettendolo e facendomi registrare solo quella frase. Il nome ricorda molto quello dei pokemon

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