(Auto)Etnografia di un pendolare moderno pt III

In Etnografia di un pendolare moderno, Rubriche di Mario VenturellaLeave a Comment

image_pdfimage_print

Immaginate un luogo chiuso, maleodorante, pieno di gente in condizioni precarie. Immaginate la notte, gelida o afosa a seconda delle stagioni.
Ora immaginate tutto questo e pensate che per soffrire per 45 minuti avete pure pagato dei soldi.
L’inferno esiste ed è nel regionale notturno, manifestazione fisica del significato di dolore.
Il notturno dei giorni d’oggi è l’immagine cristallizzata della stratificazione sociale, con una forte predominanza di immigrati, marginali e sociologi. Per qualche strano motivo, ci sono serate in cui abbondano persone normali, che a prima vista non sembrano avere lo stigma del soggetto marginale o la maledizione del legame forzato alla locomotrice. Ti chiedi perchè, una persona sana di mente e in salute decide di mettere a repentaglio la propria salute fisica e il proprio sistema simbolico per imbarcarsi nella lunga traversata notturna.

La vulgata vorrebbe questi treni come vagoni infernali pieni di punk pronti a rapinarti, a cacciarti un coltello sotto la gola per pochi spiccioli.

La lunga marcia verso casa, seppur identica per tutti quanti incanalati sugli stessi binari, viene vissuta in maniera fortemente diversa dalle persone a bordo. Cambiano le regole, cambia il comune sentire del “viaggio” e cambiano anche le interazioni. Si controlla il biglietto prima, si parla poco e si è più bruschi nel chiedere le cose. C’è un generale senso di diffidenza, come se la notte fosse territorio esclusivo degli esclusi.
Sono treni che possono tranquillamente girare ne “I guerrieri della notte”, carichi di un’umanità varia e stanca. La vulgata vorrebbe questi treni come vagoni infernali pieni di punk pronti a rapinarti, a cacciarti un coltello sotto la gola per pochi spiccioli. L’unico che veramente potrebbe taglieggiarti su un treno notturno ha la divisa ed il cappello (fate i biglietti. sempre.)

Le poche soddisfazioni che puoi ottenere da questi viaggi le ottieni dal progressivo processo di abbrutimento che colpisce trasversalmente le persone. Se consideri tutto sommato normale vedere dei muratori spalmati sulle poltroncine in preda ai fumi del pessimo alcol del discount (Grafenwalder über alles) reputi un po’ più strano vedere persone normali1 qualunque cosa voglia dire ovviamente che perdono progressivamente il loro habitus e percorrono al contrario la scala sociale, arrivando ad uno scalino dal clochard proprio quando arriva la loro fermata.

Allora ci si ricompone, si raccolgono le nostre cose e si scende, abbandonando la rassicurante comunità del treno per la fredda e impersonale società moderna.

Note   [ + ]

1. qualunque cosa voglia dire ovviamente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.