Messaggio alla nazione, II

E dunque ci risiamo. Un altro anno è passato, siamo ancora tutti vivi e qua vi trovate il riassuntino di cosa abbiamo fatto quest’anno (spoiler alert: una fiammata di roba).

Tanto per iniziare, non abbiamo finito quel che pensavamo di finire, o perché abbiamo mollato (solo temporaneamente, eh, sia mai); o perché ci stiamo ancora lavorando. Quest’anno siamo andati in giro, come delle rockstar: Roma, Bergamo, Vienna, Milano, Modena. Dovevamo fà pure Nicosia, ma abbiamo avuto un po’ di contrattempi, ecco. Però abbiamo fatto venire un sacco di gente bella a casa nostra, organizzando il nostro primo convegno, Contemporanea-Mente: non serve che ripetiamo ancora quanto sia stato una figata e quanto siamo felici di averlo fatto.

Non ci siamo limitati al tour e al convegno, che sennò è troppo facile: abbiamo iniziato un nuovo progetto di ricerca (anzi due o tre, solo che degli altri ancora non abbiamo fatto la pagina, arriva con calma), siamo riusciti a far laureare tre opificianti, a espropriare e cercare di rimettere in moto il glorioso progetto dispotipity, a fare questa cena:

Recuperata da un tempo ancestrale in cui ancora non eravamo Opificio, ma solo Legione: la II cena metodologica.

Sul blog abbiamo scritto (poco) di vari argomenti, dai film, al lulz, dai videogiochi, alla vita quotidiana nel nostro antro.

Insomma: un anno che è sembrato durarne almeno due, pieno di soddisfazioni e di ansia. Ne usciamo coi buchi nello stomaco, ma almeno le cicatrici sono sorridenti. Con tanti auguri che il 2017 sembri capace di contenere il doppio della roba che c’è entrata nel 2016.