Messaggio alla nazione, II

E dunque ci risiamo. Un altro anno è passato, siamo ancora tutti vivi e qua vi trovate il riassuntino di cosa abbiamo fatto quest’anno (spoiler alert: una fiammata di roba).

Tanto per iniziare, non abbiamo finito quel che pensavamo di finire, o perché abbiamo mollato (solo temporaneamente, eh, sia mai); o perché ci stiamo ancora lavorando. Quest’anno siamo andati in giro, come delle rockstar: Roma, Bergamo, Vienna, Milano, Modena. Dovevamo fà pure Nicosia, ma abbiamo avuto un po’ di contrattempi, ecco. Però abbiamo fatto venire un sacco di gente bella a casa nostra, organizzando il nostro primo convegno, Contemporanea-Mente: non serve che ripetiamo ancora quanto sia stato una figata e quanto siamo felici di averlo fatto.

Non ci siamo limitati al tour e al convegno, che sennò è troppo facile: abbiamo iniziato un nuovo progetto di ricerca (anzi due o tre, solo che degli altri ancora non abbiamo fatto la pagina, arriva con calma), siamo riusciti a far laureare tre opificianti, a espropriare e cercare di rimettere in moto il glorioso progetto dispotipity, a fare questa cena:

Recuperata da un tempo ancestrale in cui ancora non eravamo Opificio, ma solo Legione: la II cena metodologica.

Sul blog abbiamo scritto (poco) di vari argomenti, dai film, al lulz, dai videogiochi, alla vita quotidiana nel nostro antro.

Insomma: un anno che è sembrato durarne almeno due, pieno di soddisfazioni e di ansia. Ne usciamo coi buchi nello stomaco, ma almeno le cicatrici sono sorridenti. Con tanti auguri che il 2017 sembri capace di contenere il doppio della roba che c’è entrata nel 2016.




Messaggio alla Nazione

Questo anno 21 D.B. è stato molto importante per noi tutti. Dopo anni (due almeno) che ci giravamo intorno, ci siamo dati un nuovo nome e abbiamo iniziato questo meta-progetto. Qua ci sono un po’ delle cose che abbiamo fatto e di quelle che faremo.

Abbiamo inikziato la prima ricerca tutta nostra, quella dei bagni. Oddio, forse era iniziata anche prima del 2015, ma insomma. Abbiamo raccolto i materiali, abbiamo iniziato a costruire un impianto teorico, abbiamo inquietato un po’ di persone con i nostri flash. Siamo stati a Genova a presentare il lavoro e abbiamo scritto la call per presentarlo a Vienna (Opificio goes international). Era nata come una mezza boutade, ma per qualche motivo è piaciuta a gente più professionale di noi. Abbiamo colto nel segno, sviluppando una ricerca divertente che riesce anche a mettere la sociologia nella vita di tutti i giorni.

Abbiamo iniziato una ricerca nuova, abbiamo fatto le prime interviste e abbiamo iniziato a parlarne un po’ in giro. Ogni volta che ne parliamo fra di noi, sta ricerca-mostro diventa sempre più grossa, ma contiamo almeno la prima parte di finirla entro la fine della primavera. Facile, dice.

Abbiamo un ritmo di uno spunto di ricerca al mese, quindi, ecco, siamo a un bel livello di thickness.

Abbiamo tirato su questo sito e questo blog, ed è stato uno sbattone infinito, anche se direi che (concedetemelo) siamo stati bravi. L’obiettivo per il prossimo anno è ammorbarvi ancora di più con pezzi-paranoia, consigli metodologici e riflessioni sull’attualità.

Abbiamo iniziato a ragionare di laboratori e attività di “formazione”, dalla sociologia visuale alla storia dal basso. Abbiamo provato a creare una divisione mistica, POS – Arte, che non ha prodotto niente, ma ha partorito tante belle idee che sono come il maiale.

In sistesi, questo è stato l’anno dell’Opificio.