Uno spettro si aggira per Meereen (parte II)

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Narrazioni
Cosa sarebbe successo se nell’universo di Game of Throne ci fossero stati dei sociologi? E se l’Accademia Jedi prevedesse un esame di Antropologia? Come sarebbe andata la storia se i Cyloni avessero avuto tra le loro fila degli etnografi? Troveremo (forse) risposta a queste ed altre domande nella rubrica delle Narrazioni. Esploriamo i mondi creati dalle immaginazioni degli autori alla ricerca della scintilla sociologica.
Vedi la prima parte del post.

Pensiamo che esista un filo rosso che connette il cambiamento di paradigma nella città di Mereen, le lotte per il Trono di Spade, i meccanismi generali di legittimazione del potere e le modalità attraverso le quali possono darsi processi di mutamento culturale a partire da cambiamenti socio-economici. In particolare, rispetto a questo ultimo punto, qui si inserisce l’ipotesi centrale della nostra dissertazione, ovverosia che la scelta di liberare gli schiavi e il passaggio a un sistema in cui il lavoro è remunerato siano frutto di un preciso disegno volto al sovvertimento del paradigma dominante, non solo a Meereen, ma anche in Westeros. Il Folletto e la MadrePossiamo considerare questa volontà di rinnovamento come una precisa strategia militare adottata dal Folletto, che si incentra su strumenti economici e culturali da utilizzare per scardinare le certezze più profonde del nemico?

La trasformazione degli schiavi in lavoratori implicherà lo svilupparsi, in un quadro di medio-lungo periodo, di un ampio bacino di manodopera. Il costo di questa tenderà ad essere bassissimo in virtù dell’eccedenza rispetto alla capacità di assorbimento del tessuto produttivo locale. Questo potrà a sua volta riflettersi in un duplice processo di espansione verso Westeros. Sulla base delle conoscenze che abbiamo e dei dati raccolti, pensiamo di poter ipotizzare due scenari per il futuro, con la certezza che i destini di Westeros e Essos non sono mai stati così saldamente interconnessi dai tempi della venuta degli Andali.

E’ forse peregrina la possibilità che si scelga di esportare un nuovo modello produttivo all’ovest? Possiamo immaginare una prima ondata di beni meereeniani che “invade” il mercato occidentale, seguita da una fase di localizzazione della produzione in quelle terre. A quel punto, il vecchio sistema feudale, incentrato sui signori locali, non sarà più in grado di mantenersi al passo con le necessità della produzione e con il potente processo di costruzione simbolica della libertà orientale. Questa insostenibilità del vecchio sistema padronale non può che portare a una impennata nella conflittualità sociale nei sette regni, con effetti destabilizzanti e conseguente distruzione di ricchezza. Quale momento migliore per un intervento armato con l’appoggio della Banca di Ferro?

D’altro canto, il modello produttivo di Meereen potrebbe dimostrarsi talmente efficace nell’attrarre nuovi investimenti e nuove conoscenze da risultare un potente centro di attrazione ed espansione del potere (oramai consolidato) della Madre dei Draghi. In questo caso, avremmo in Meereen una sorta di vortice in grado di fagocitare le economie occidentali, con un conseguente afflusso da quei paesi di persone in cerca di ricchezza e libertà1(ricordiamo che la servitù non è altro che una forma di schiavismo mascherata, in cui nei fatti il signore locale ha il pieno controllo sulla vita dei più umili fra i sottoposti). Il processo potrebbe arrivare ad alimentare un percorso di drenaggio di ricchezze e conoscenze tale da risultare invertibile solamente nel giro di svariati anni. Ciò lascerebbe Westeros priva della manodopera e delle menti necessarie a sviluppare un’economia in grado di competere con il continente orientale. A tutto questo si sommerebbero le richieste sempre più pressanti della Banca di Ferro, sicuramente più interessata ad intercettare il flusso di ricchezza che si andrà generando in oriente. Ancora una volta, la capacità di manovrare la capacità di investimento (e soprattutto quella di esigere i crediti arretrati) sarà cruciale.

Quale che sia lo scenario, le nostre previsioni convergono nel supporre che la guerra, per l’occidente, sia già persa. E questo, non tanto a causa delle lance degli Immacolati, delle navi degli uomini di ferro o del soffio incendiario dei draghi, quanto piuttosto per l’arma più potente a disposizione della regina Daenerys: il progresso.

steampunk dragon


“Mhrruhm. Sono proprio dei marmocchietti”. La notte sta volgendo al termine su Città Vecchia, e l’Arcimaestro Marx si alza per attizzare nuovamente il fuoco. Si siede nuovamente e inizia a tormentarsi la barba, mentre riflette. Quello che ha fra le mani è uno scritto strano, pieno di immaginazione. Immaginazione, ma non vagheggiamenti da bardo. Non possono aver saputo, averlo sbirciato? “Mhrruhm, no, no. Che idea bislacca. Anche se avessero letto le nostre missive, non avrebbero certo potuto decifrare il codice del Folletto”. Mentre osserva le braci che riprendono colore, riflette sulla coincidenza di questi tre aspiranti maestri in grado di percepire un complotto passato inosservato alle migliori spie del regno. “Non posso rischiare che altri lo vengano a sapere”. Si alza, sbuffando, e abbandona la pergamena alle fiamme del camino. “Non posso nemmeno rischiare che continuino a propagandare queste favole” pensa, e mentre si dirige verso la sala comune per consumare la sua colazione pensa che potrebbe passare dal fabbro più tardi a far preparare 3 anelli.

Fuori un nuovo giorno sta sorgendo.

Note   [ + ]

1. (ricordiamo che la servitù non è altro che una forma di schiavismo mascherata, in cui nei fatti il signore locale ha il pieno controllo sulla vita dei più umili fra i sottoposti)

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