Uno spettro si aggira per Meereen (parte I)

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Narrazioni
Cosa sarebbe successo se nell’universo di Game of Throne ci fossero stati dei sociologi? E se l’Accademia Jedi prevedesse un esame di Antropologia? Come sarebbe andata la storia se i Cyloni avessero avuto tra le loro fila degli etnografi? Troveremo (forse) risposta a queste ed altre domande nella rubrica delle Narrazioni. Esploriamo i mondi creati dalle immaginazioni degli autori alla ricerca della scintilla sociologica.

L’Arcimaestro Marx si siede sul suo scranno di legno. Ha in mano la pergamena appena consegnata dal corvo, che ora gracchia impaziente. “Vattene stupida bestiaccia”, borbotta sotto la folta barba ingrigita da anni di studio e riflessione, mentre gli lancia qualche chicco di grano. Scioglie il sigillo, e legge l’intestazione della missiva.

<<Preparato per la dissertazione in sociologia politica ed economica, anno 301 AC, Vecchia Città.>>

“Mhrruhm, finalmente i tre marmocchi si sono decisi a provare ad ottenere il loro anello, mh?”. Sono ormai diversi mesi che tre degli allievi maestri si sono proposti di ottenere quello che chiamano “l’anello noioso”, quello di zinco. Era da tanto che nessuno ci provava, pensa l’Arcimaestro, e questi marmocchietti hanno pure deciso di sfidare qualche regola scrivendo la loro dissertazione tutti insieme invece che uno per uno. “Mhrruhm, mhrruhm”, bofonchia il Sapiente, mentre si accinge alla lettura.


Preparato per la dissertazione in sociologia politica ed economica, anno 301 AC, Vecchia Città.

Riteniamo che sia in atto uno processo strutturale di mutamento delle condizioni economiche e, di conseguenza, sociali di produzione nella città di Meereen. In questa dissertazione mostreremo come si stia passando da un sistema produttivo incentrato su un paradigma schiavistico, a modello di utilizzo delle risorse umane completamente differente, verso un sistema che definiremo qua “capitalista”.

Tratteremo specificamente della città-stato di Meereen, ma il discorso non potrà prescindere dal più ampio contesto geografico in cui questa si situa, quella che a tutt’oggi continua a chiamarsi ‘Baia degli Schiavisti’. Meereen, come le altre città della Baia (Yunkai ed Astapor), si è retta per lungo tempo grazie a un sistema produttivo incentrato sullo sfruttamento della schiavitù come mezzo in grado di permettere la sussistenza delle maggiori e più influenti famiglie, in un sistema rigidamente verticale ed aristocratico.

In molte parti del mondo è considerato naturale per un essere umano possederne un altro. Le forme di schiavismo si manifestano attraverso molteplici forme, dalla catena al collo fino ai thrall delle Isole di Ferro.  Tanto che alcuni considerano anche la servitù tipica del continente Occidentale come un naturale prolungamento della schiavitù. Il dominio sullo schiavo può arrivare ad essere totalmente pervasivo e sedimentato, tale che lo schiavo stesso non percepisca neanche la possibilità di condurrre una vita differente (e questo è vero in particolare nel caso dei nati-schiavi).Dal punto di vista del padrone, questo sistema produttivo presenta alcuni innegabili vantaggi:

la vita dello schiavo è completamente ridotta all’uso che il padrone vuole farne, determinando così la persistenza di una manodopera virtualmente infinita; la mancanza di qualsivoglia diritto permette di modificare il corpo stesso dello schiavo piegandolo alle esigenze lavorative(servitori ciechi, muti, eunuchi); il costo dello schiavo è esattamente pari al costo delle materie sufficienti a mantenerlo; la riproduzione stessa degli schiavi può essere regolata e assoggettata alle necessità del suo padrone. Esiste anche un beneficio simbolico della schiavitù: attraverso questa si rafforzano e confermano quotidianamente i confini fra classi privilegiate e non.

Dal punto di vista degli occidentali, questo sistema viene ferocemente criticato sul piano etico. Questo atteggiamento è quello che viene ben esemplificato da Daenerys Targaryen nella sua sfida al sistema schiavistico orientale. Quello che ci preme però mostrare qua è il ben differente atteggiamento sostenuto da Tyrion Lannister, il quale propone un superamento dello schiavismo sulla base di presupposti economici e politici. Quando Tyrion propone un cambiamento nel sistema organizzativo di Meereen, suggerendo la sostituzione della schiavitù con una forma di lavoro retrbuito, non sta agendo mosso da un afflato liberatorio o da un pio desiderio, sta conducendo una battaglia politica ed economica che ha il duplice obiettivo di costruire una differente realtà produttiva e quello di iniziare la decostruzione delle pratiche sociali della vecchia nobiltà, privandola dei suoi punti di riferimento.

Egli agisce come se fosse lo Straniero1In questo senso, egli è sia lo Straniero dei 7 Dei sia un soggetto venuto da lontano, in grado forse di capire meglio la nostra vita, viandante in terre sconosciute, sconosciuto agli abitanti della città di Meereen. Da un lato il punto di vista di Tyrion è quello di un bambino che deve apprendere tutto: lingua, usi, costumi, bilanciamenti fra poteri presenti nella città-stato. Allo stesso tempo non è un bambino su cui incidere conoscenza e nozioni, ha già un portato westerosiano completo che gli ha permesso di percepire immediatamente le incongruenze rispetto al suo mondo. Egli è quindi “portatore di mutamento sociale, di una trasformazione degli assetti culturali e societari. […] L’arrivo dello straniero nello spazio sociale assume non soltanto il ruolo della introduzione di caratteristiche di diversità, imprevedibilità, mutamento culturale, ma attiva anche processi di interazione con la comunità ospitate che mettono in discussione i precedenti assetti societari: entrambe queste funzioni contribuiscono a innescare processi di mutamento sociale irreversibili.” (Park, 280 AC)

Il processo di cambiamento è iniziato a partire dalla sfera militare, come spesso accade. Le schiere degli Immacolati, da sempre prodotti ad Astapor come schiavi-guerrieri sono state trasformate dagli interventi di Daenerys e, in seguito, Tyrion. L’acquisizione degli Immacolati, la loro successiva liberazione e la costruzione con questi del patto di fiducia che ha portato alla distruzione dei Grandi Padroni astaporiani, possono essere visti come prodromi di un successivo momento di costruzione della legittimità del nascente potere politico della Madre dei Draghi. Una volta compiuta la conquista militare della città di Meereen, Daenerys si è trovata alle prese con la necessità di consolidare il proprio dominio. Si è così aperta una fase di stanzialità, con un conseguente tentativo di stabilizzare le strutture governative ed amministrative, in modo che fossero fedeli alla nuova parte dominate. La sua principale preoccupazione è il rafforzamento del potere mediante il riconoscimento della sua legittimità, piuttosto che attraverso un utilizzo massivo della forza repressiva.

Per questo scopo vengono utilizzati gli Immacolati, che passano da forza militare di occupazione ad organismo per il mantenimento dell’ordine pubblico. Un passaggio che de facto avviene solo in termini simbolici, poiché non vi sono cambiamenti nelle strategie di azione o nell’utilizzo della forza. Nel loro agire quotidiano, le squadre di Immacolati fanno un ampio utilizzo di un sapere di guardie2Intendiamo qui proporre il concetto di “sapere di guardie” per fare riferimento a quell’insieme di conoscenze e modi di fare che vengono via via acquisiti e trasmessi a tutte le persone che entrano a far parte di una congrega volta alla protezione degli innocenti. In questo senso, troviamo come esempio i rituali e le routine quotidiane dei Guardiani della Notte che deriva quasi totalmente dal loro trascorso militare, ivi compresa la divisione netta tra “amici” e “nemici”. Pur nella sua ricerca di legittimità, Daenerys riconosce la presenza dei “nemici” e utilizza ogni metodo per eliminarli. In alcuni casi, tali metodi prevedono l’applicazione di metodi repressivi estremamente cruenti, come la crocifissione di alcuni Padroni. L’esercizio del potere è allora non massivo (come accaduto ad esempio ad Approdo del Re dopo l’insediamento di Tywin Lannister), ma sistematico, organizzato.

In questo quadro, è interessante fare riferimento ad alcune testimonianze raccolte dagli autori. La presenza di un confronto quotidiano fra Immacolati ed altri ex-schiavi costituisce la pietra miliare della legittimazione del nuovo potere. Attraverso un processo di “specchiamento”, l’ex schiavo può vedersi e riconoscersi nelle uniformi di quelli che, un tempo schiavi per eccellenza, hanno deciso di rimanere al servizio del nuovo Potere. Ad esempio D., un tempo schiavo-scriba: “Quando vedo gli Immacolati per strada, mi sento sicuro… Cioè, prima non sapevi mai se una guardia poteva darti fastidio, anche solo trattarti come inferiore, come un cane… ora, è come se non fossimo così diversi”. Oppure S., giovinetto delle Case dell’Amore, secondo il quale “questi qui… sono diversi! Cioè, sempre sbirri sono, però, mmmh, se un cliente non paga o diventa violento adesso possono intervenire, no? Anche se lui è un ricco e io sono io”. In questo modo si costruisce, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, sguardo dopo sguardo, un nuovo riconoscimento fra gli antichi schiavi e i loro nuovi governanti, in un rinnovato patto sociale.

Questo periodo di transizione verso un nuovo ordine ha rischiato di crollare nel momento in cui la carismatica leader Daenerys è scomparsa in sella al suo drago. Il momentaneo vuoto di potere ha però favorito l’ascesa nella politica cittadina di Tyrion Lannister, già consigliere di Daenerys. Questi ha continuato a muoversi lungo il solco tracciato dalla Regina dei Draghi, promuovendo la duplice costruzione di una classe salariata e promuovendo la creazione di una micro-imprenditoria individuale. Occorre specificare a questo punto come, anche se parte dello stesso “movimento della Storia”, le motivazioni dei due siano completamente differenti. Mentre in Daenerys la schiavitù viene vista come un male, come una possibilità eticamente inammissibile, per Tyrion è semplicemente un investimento non sufficientemente fruttuoso. Il salariato non è solamente un elemento fungibile che produce ricchezza per il proprio padrone: è un consumatore, un soggetto in grado di acquistare beni che lui stesso ha prodotto, pagandoli più di quanto non gli sarebbe costato farseli. Quelli che una volta erano schiavi sono dunque oggi uomini liberi. Liberi anche da quel tipo di legame feudale presente nell’ovest, che non è altro che un proseguimento della schiavitù sotto altro termine. Questo porterà a due effetti intrecciati: da un lato, quelli che una volta erano padroni, pur rimanendo i principali proprietari di terre, campi, botteghe, navi od ogni altra proprietà atta alla produzione, saranno costretti a remunerare il lavoro dei propri operai; dall’altro questi, in virtù del proprio salario saranno in grado di migliorare le proprie condizioni di vita, assorbendo una quota vieppiù crescente della produzione. Fra parentesi, ci pare il caso di notare come la Banca di Ferro di Bravoos potrebbe vedere di buon occhio la possibilità di espandere il proprio credito a piccole esperienze meereniane, in particolare in virtù di una aspettativa di maggior solvibilità rispetto al credito offerto alle Corone o ai loro pretendenti.


Note   [ + ]

1. In questo senso, egli è sia lo Straniero dei 7 Dei sia un soggetto venuto da lontano, in grado forse di capire meglio la nostra vita
2. Intendiamo qui proporre il concetto di “sapere di guardie” per fare riferimento a quell’insieme di conoscenze e modi di fare che vengono via via acquisiti e trasmessi a tutte le persone che entrano a far parte di una congrega volta alla protezione degli innocenti. In questo senso, troviamo come esempio i rituali e le routine quotidiane dei Guardiani della Notte

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